Muoversi fa bene. Al fisico e all’anima.

Passeggiare è una delle forme più semplici ed inclusive del movimento spontaneo ed ha la capacità di riportarci alla nostra natura più vera, favorire l’interazione tra le persone e la riscoperta dell’ambiente che ci circonda. Non virtualmente, ma attraverso il buon fare e le sue infinite sfaccettature: la parola, gli sguardi, le espressioni, gli odori, i colori, i suoni, i sentimenti, la condivisione, la soddisfazione.

Eppure, le persone si muovono poco. Preferiscono sempre di più esplorare mondi virtuali ed incontrarsi sui social, illudendosi di essere attivi solo perché utilizzano simulazioni effimere. I tempi in cui ogni bambino conosceva il sapore della terra e i più grandi si rilassavano “facendo due passi” sono ormai passati.

Il nostro scopo è quello di riportare l’attenzione sull’importanza del movimento e così sull’efficacia della semplicità e sul valore del buon fare.

Lo strumento che abbiamo scelto è una passeggiata, che vogliamo ripetere ogni anno all’interno dei luoghi che viviamo quotidianamente, per permettere a tutti (sollecitando così anche l’abbattimento delle barriere architettoniche) di scoprirne le bellezze e le ricchezze che non sono solo materiali, spesso invisibili e lontane per chi le sfiora rinchiuso in una macchina. Un modo per restituire la ricchezza della città alle persone.

Ad ogni partecipante chiediamo un piccolo contributo che  verrà devoluto  interamente a scopi benefici concreti, che ogni anno indichiamo. Per i primi tre anni, ad esempio, ci siamo impegnati a finanziare un progetto di ricerca promosso e sostenuto da Fondazione Città della Speranza nell’ambito delle patologie pediatriche. 

Ecco che allora il movimento, oltre a farci bene, può aiutare concretamente chi è meno fortunato.

A patto però che unisca le persone.

Più saremo, più la nostra azione sarà efficace.      

Parliamo di obbiettivi

Grazie al risultato che tutti assieme abbiamo raggiunto siamo innanzitutto in grado di centrare il primo obbiettivo che ci eravamo posti: € 8.416,14 vanno infatti a completare la Borsa di studio triennale a favore del dott. Edoardo Maghin – studio CDH, che ammonta complessivamente a € 65.400,00.

Il risultato finale è stato talmente positivo che, in stretta collaborazione con la Fondazione Città della Speranza, abbiamo deciso di modificare il secondo obbiettivo dichiarato sostituendo l’acquisto del Mulino Criogenico per la produzione dell’inchiostro biologico (importo di € 17,677,80) con quello di una macchina più costosa (Tecan SPARK – importo € 26.000,00) sempre legata al progetto di ricerca del dott. Maghin in quanto necessaria al controllo della qualità del liquido organico che alimenta la stampante 3D per la produzione del tessuto che servirà a riparare la malformazione congenita della ernia  diaframmatica.

Rimangono in cassa € 3.030,68.

Serviranno per coprire le spese correnti legate ad esempio al sito internet; ma sono anche sufficienti a finanziare un‘altra importante iniziativa su cui stiamo lavorando da tempo e che proprio in questi giorni stiamo cercando di trasformare in realtà con la collaborazione di un amico e di alcuni studenti… rimanete sintonizzati perché, in ogni caso, ve ne parleremo a breve!

Nel frattempo: ancora una volta un grazie di cuore a tutti voi!